lunedì 10 novembre 2014

Questi figli amatissimi - Teatro de' Servi (Roma)

Ilaria Guidantoni Sabato, 08 Novembre 2014

Dal 4 al 23 novembre. Un interno di una famiglia semplice ma più che decorosa, forse borghese, con qualche ambizione, sana e litigiosa come tutte le famiglie del mondo. Testo ben scritto, risate gustose, una finezza di analisi dei comportamenti familiari non scontata. Da premiare l’interpretazione dei due protagonisti, soprattutto la loro mimica. Il Teatro de' Servi conferma la sua vocazione a spettacoli mai volgari, che fanno ridere e sorridere, commuovere come un’occasione di guardarsi dentro e intorno su una società che subiamo inconsapevolmente.

Teatro Artigiano presenta
QUESTI FIGLI AMATISSIMI
di Roberta Skerl
con Pietro Longhi, Edy Angelillo, Danilo Celli, Carmen di Marzo
scene Mario Amodio
costumi Lucia Mariani
regia di Silvio Giordani

La scena si apre su un interno difficile da definire: l’ambiente potrebbe essere un interno borghese, che si apre sul salotto, le scale in legno che portano alle camere, una dalle stanze dei figli trasformata in studio. L’arredamento ha qualche nota curiosamente anni Settanta, un tocco Ikea che non colloca esattamente il contesto. Forse è voluto come a suggerire che in ambienti sociali diversi e periodi differenti le situazioni familiari si ripetono, di padre in figlio e, se le nuove generazioni appaiono sempre più scapestrate, non è detto che, a loro volta, i figli non abbiano buone ragioni per intentare un ‘processo’ ai genitori. Anche gli abiti non aiutano a decifrare e a rendere riconoscibile di che famiglia si tratti, ma gli accenni all’Europa unita, la precarietà, la tecnologia non lasciano dubbi sull’attualità.

Tutto questo è secondario rispetto al nucleo della vicenda, ad ogni modo: “Ricordati che questa è sempre casa tua”. E se i figli, ormai grandi e armati di sogni e buone intenzioni per una vita propria in totale autonomia, ci prendessero sul serio? Da genitori si va mai in pensione?

La recensione integrale su Saltinaria.it

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