domenica 22 aprile 2018

Il voto delle donne al cinema


“Contro L’ordine divino” di Petra Biondina Volpe

Scritto da   Domenica, 22 Aprile 2018 
“Contro L’ordine divino” di Petra Biondina Volpe
Anteprima nazionale del film Contro L’ordine divino, della regista italo-elvetica Petra Biondina Volpe. Da Domenica 11 marzo (alle ore 20.30) fino a mercoledì 14 marzo a Roma (presso il Cinema Farnese, (Piazza Campo De’ Fiori 56), la proiezione del film in tedesco, nella versione sottotitolata, con la partecipazione dell’attrice Marta Zoffoli. Una commedia drammatica ma a lieto fine uscito all’indomani della giornata internazionale della donna sul tema del diritto di voto, conquistato molto tardi in Svizzera, dove la pace sembra piuttosto tombale. Il film è una sottile indagine sui risvolti psicologici delle stesse donne nel cammino difficile per conquistare un diritto naturale percepito contro l’ordine divino appunto. Oggi la riflessione del Sessantotto torna di grande attualità per altri aspetti che paiono non ancora conquistati, magari in altre parti del mondo.
Per una lettura completa dell'articolo: 
http://www.saltinaria.it/news-arte/eventi-e-arte-news/contro-ordine-divino-di-petra-biondina-volpe.html

Thema la band milanese che canta la vita

Il carpe diem formato Duemila


Thema: “Il nostro giorno”, un inno alla vita in uscita a maggio

Scritto da   Domenica, 22 Aprile 2018 
Thema: “Il nostro giorno”, un inno alla vita in uscita a maggio
In vista dell’uscita dell’album di debutto “Incredibile”, abbiamo incontrato la giovane band milanese dei Thema, che ci ha raccontato di voler essere “fresca e diretta”, con un pop che resti in testa, parlando d’amore e di vita, senza interesse per il sociale, se non come dimensione interiore.

La band milanese dei Thema, il cui leader è Thomas Moschen, da marzo è approdata in radio con il brano “Il nostro giorno”, primo singolo estratto dall’album d’esordio in uscita a maggio. Il primo appuntamento live sarà a Milano al Teatro Principe, il 23 maggio, e poi partirà la tournée. Il quartetto, oltre che da Thomas Moschen (voce, piano, chitarra acustica), è composto da Stefano Parmigiani (chitarre, voce), l’ultimo arrivato, Mattia Missaglia (basso) e Luca Ferrara (batteria, percussioni e voce).
Per una lettura completa dell'articolo: http://www.saltinaria.it/spettacoli-teatrali/musica-interviste/thema-il-nostro-giorno-intervista.html

sabato 21 aprile 2018

Milano, la primavera è nel segno dell'arte


La primavera milanese nel segno dell’arte, da Mia Photo fair a MIART

Scritto da   Venerdì, 20 Aprile 2018 
La primavera milanese nel segno dell’arte, da Mia Photo fair a MIART
Milano e il contemporaneo è di turno a primavera, dalla rassegna numero uno in Italia alla fotografia d’arte, a MIART l’appuntamento con l’arte moderna e contemporanea a MilanoFiera City, per terminare con il Salone del Mobile. La città conferma la sua vocazione glamour nonché commerciale nel segno dell’arte. MIART ha chiuso i battenti di un’edizione ricca in quantità e qualità: opere di autori di primo piano, gallerie importanti, senza dimenticare la quantità. Una maratona che fa il punto del mercato del Novecento e del Duemila, estendendosi anche all’arredo con la sezione Objects, senza però guardare avanti. La manifestazione si conferma un prisma di alto profilo anche se sceglie la linea commerciale, senza scelte critiche importanti. Si va per fare un ripasso e una sintesi di cosa c’è, non tanto di cosa sta succedendo e di cosa ci sarà, soprattutto in Italia con una buona presenza internazionale: Milano protagonista come sempre mentre Bologna, Firenze e la Toscana e anche Venezia si confermano in espansione.


Per una lettura completa dell'articolo: http://www.saltinaria.it/recensioni-arte/arte-recensioni/da-mia-photo-fair-a-miart-recensione-cultura.html

Gli ABBA sono tornati e fanno sempre cantare e ballare


Concerto ABBA Dream – Teatro Obihall (Firenze)
Un’esibizione travolgente, una vitalità incredibile e un tuffo negli Anni ’70, passata l’onda dell’impegno e arrivata la gioia della liberazioni pronti verso l’edonismo degli Anni ’80. Un’adolescenza italiana che chi non ha vissuto in prima persona per età come  scopre volentieri per l’onda di ottimismo e di entusiasmo contagioso. Giocoso più che caricaturale la serata sposa il gioco dell’imitazione, della riproduzione e lo carica con l’umiltà di un tributo che i video raccontano e due grandi voci femminili, fatte l’una di potenza e l’altra di eleganza e rotondità. Canzoni note a tutti, che sono ormai nell’aria e che il Musical “Mamma mia” ci ha resto familiari.
“ABBAdream – The Ultimate Abba Tribute Show" è il titolo dell'evento che fa cantare a squarciagola tutti i fans del gruppo svedese, gli ABBA, costituitosi nel 1970 – che non ha mai cambiato la formazione - che ha venduto oltre 375 milioni di dischi in tutto il mondo, il più noto gruppo musicale del paese di provenienza e una band tra le più celebri della musica pop di quel decennio. La band era formata da Björn Ulvaeus, Benny Andersson, Agnetha Fältskog e Anni-Frid Lyngstad, meglio conosciuta come “Frida”. Nel 2014 ricorrono i quaranta anni dalla storica esibizione degli ABBA all'Eurofestival con il brano “Waterloo” e l'inizio di una folgorante carriera. A diffondere le note immortali degli Abba ci pensano gli Abba Dream, formazione che da anni porta sui palchi di mezzo mondo un Tribute Show per la gioia di tutti i nostalgici della musica degli Anni ’70, inizio Anni ‘80, il tripudio della gioia, del divertimento, il gusto dei vestiti anche con qualche nota kitsch che si richiama all’eredità degli Anni ’70 e già occhieggia al nuovo decennio. Sul palco ecco apparire, accuratamente vestiti con parrucche e costumi degli ABBA, i componenti del quartetto: Simone Giusti (Benny) al pianoforte, Antonio Gori (Bjorn) al basso, le due voci femminili Susanna Pellegrini, la bionda (Frida) e Lara Moretto (Agnetha), con l'aggiunta di un batterista e di una chitarrista.
Martedì 27 febbraio la serata unica sul palco dell’Obihall di Firenze ha regalato uno spettacolo a tutto tondo, non solo ma soprattutto canzoni con il pubblico in delirio, un tuffo all’indietro e a quella voglia di stare insieme gioiosa di un’adolescenza per molti di noi allora troppo precoce per essere gustata. Siamo arrivati che già la Milano da bere tramontava, declinava stanca e corrotta e si avviava il minimalismo degli Anni ’90. Con gli ABBA Dream, formazione italiana che canta in inglese i successi svedesi, tutto dal vivo come la musica, si torna a un sapore di ottimismo e piacere, all’insegna della bella musica. Le canzoni orecchiabili, dai ritmi travolgenti che invitano a ballare, ormai ci sono familiari, soprattutto dopo il grande successo del film diventato un musical, “Mamma mia” con Meryl Streep e Pierce Brosnan, ma anche tanto spettacolo.
E’ il gusto un po’ ridondante dei concerti Anni ’80 e del teatro di allora, con meno effetti speciali di oggi, meno sofisticati e più luci e costumi.
Impressionante la vitalità soprattutto delle due protagoniste che ballano senza sosta sul palco, una delle quale dichiara anche di essere quasi in due (visibilmente in dolce attesa). Potente la voce della “Mora”, elegante e rotonda quella della “Bionda naturale”.
Il look è curato nei minimi dettagli, come il caschetto biondo di uno dei batteristi, riportandoci indietro nel tempo, come i video e le immagini che scorrono come controfigure alle spalle degli interpreti. Ci sono tutti i successi da come "Waterloo", "Dancing Queen", "Gimme, gimme, gimme" e , ovviamente, "Mamma mia!" ...
Il gruppo svedese decise di sciogliersi nel 1982 quando, al massimo della loro celebrità, entrambi i matrimoni dei componenti del gruppo (Björn con Agnetha e Benny con Frida) fallirono ma la memoria è lunga e forse il loro rifiuto di tutte le proposte di riunirsi ha contribuito ad alimentarne il mito. Nel 2000 addirittura l’offerta pari a un miliardo di dollari per un tour di cento concerti. Ma niente da fare.
Interessante che a portare in giro per l’Europa oltre che sul nostro territorio un successo internazionale sia una formazione italiana, perfettamente a proprio agio tra luci e cambi di scena. La band  degli ABBA Dream ha già all’attivo centinaia di concerti, tra cui date in Russia, Romania, Svizzera, Lussemburgo, Belgio, Germania, Slovenia. Anche in Italia il calendario è fitto con il 5 marzo prossimo al Teatro Nazionale a Milano, quindi il 16 a Villa Guardia, vicino Como al Coccodè e il 22 a Bolzano al Teatro Cristallo; al Teatro Nuovo di Verona il 24 marzo; menter il 6 aprile a Ferrara, al Teatro Nuovo e il 7 alla Suoneria La Casa della Musica di Settimo Torinese, a Torino; il 14 alla Route 66 di Asciano in provincia di Pistoia, il 19 a Como al Teatro Sociale e il 20 a Modena al Teatro Michelangelo.  

Il Teatro Obihall un teatro moderno di Firenze, in zona Varlungo/Bellariva, usato come centro polifunzionale, è uno dei principali luoghi per concerti. Conosciuto per molti anni semplicemente come "teatro Tenda", dal 2002 fu noto come "teatro Saschall", legato alla marca d'abbigliamento "Sasch". Dal 29 settembre 2011, dopo la scadenza del contratto di sponsorizzazione con la Sasch, l'impianto cambia denominazione in "teatro Obihall", legato alla catena tedesca di negozi fai da te "Obi".

Teatro Obihall 
lungarno Aldo Moro 3



Verdi legge Verdi con Massimiliano Finazzer Flory


Verdi legge Verdi – Casa di riposo Giuseppe Verdi (Milano)
Non poteva che partire da quella che il compositore considerava la sua opera più bella, la casa di riposo per musicisti, lo spettacolo diretto da Massimiliano Finazzer Flory, Verdi Legge Verdi, promosso e sostenuto dalla Regione Lombardia, raffinato autoritratto in musica con il gusto dell’ironia. L’attore e regista milanese conferma la sua originalità nel leggere testi storici e restituirli vivi.

Una serata unica – ad ingresso libero - il 27 gennaio per ricordare Verdi con lo spettacolo verdi legge Verdi, diretto da Massimiliano Finazzer Flory, regista di monologhi spesso dedicati a grandi personaggi come nel caso di Leonardo, qualche anno fa al Museo della scienza e della tecnica di Milano. Lo spettacolo – che sarà a Roma al Teatro della Cometa il 26 febbraio, tappa finale del giro – non poteva che partire da quella che il compositore considerava la sua opera più bella, una casa di riposo per musicisti. Recentemente tra l’altro è stata rievocata in occasione della scomparsa dello chef, che voleva essere considerato un cuoco, Gualtiero Marchesi che ha progettato la stessa idea per chi crea in cucina. Finazzer Flory ha rimaneggiato la pièce del 2016 per la nuova tournée, dedicata ai conservatori, luoghi dell’identità italiana, perché a suo parere stiamo diventando analfabeti culturali, proprio noi italiani che siamo stati la culla della musica, in particolare del melodramma. Lo spettacolo ricostruisce in forma di autoritratto la vita del compositore di Roncole di Busseto, in provincia di Parma, a partire dal suo immenso epistolario, a lungo trascurato. La casa di riposo intitolata al suo fondatore tutti gli anni  nell’anniversario della sua scomparsa, avvenuta nel 1901 all’hotel De Milan, dov’era solito alloggiare quando era nel capoluogo lombardo dedica un concerto. Quest’anno la proposta di Finazzer si è incontrata con il sostegno non solo economico ma di partnership con la Regione Lombardia che ha apprezzato lo spirito dello spettacolo, di valorizzazione del patrimonio del territorio attraverso i luoghi dello stesso. La tournée lombarda sarà ad esempio a Cremona nel Museo del violino e a Bergamo presso il Conservatorio Donizzetti.  “I tre temi dello spettacolo sono l’Italia, la natura e la figura del padre, ha spiegato Finazzer. Verdi, come mi ha insegnato il maestro Muti, è l’italiano per eccellenza, trova il padre spirituale in Shakespeare ed evoca la natura nei paesaggi della sua opera.” Accompagnato dalla pianista giapponese Yuna Saito dell’Accademia del Teatro alla Scala, Finazzer veste, e si traveste come d’abitudine, i panni dell’anziano Verdi, proponendo una biografia romantica del compositore tra musica e parole. Rispetto alla prima versione il racconto è più narrativo con il compositore che racconta episodi salienti della sua vita che hanno segnato anche quella artistica italiana. Il musicista confessandosi idealmente davanti al pubblico racconta di essere nato nel 1813, in zona di occupazione francese, come ha appurato dopo anni, mente sua mamma gli aveva sempre detto che era nato nel 1814. Figlio di due persone semplici ma alfabetizzate fu affidato per l’educazione ad un prete e ne fu contento, lui che voleva diventare organista. Il regalo più bello del padre fu una spinetta che divenne la sua vocazione. Racconta infatti di non essere che un uomo di teatro che ha passato la vita a scrivere note, nella convinzione che la musica sia universale e non esistano la musica italiana, tedesca, francese, anche se sono gli individui che fanno la musica e che come tali sono diversi l’uno dall’altro.  Per questo non ha voluto fondare una sua scuola. Alla musica e al suo rigore dedica una vita, con un fervore costante che lo tiene spesso sveglio e soffrendo di insonnia prende in odia l’indole pigra. Nel corso del suo racconto l’incontro con Wagner che non giudica né un profeta come i suoi ammiratori né una brutta bestia come i suoi detrattori. Si intuisce che la grande rivalità con il compositore d’Oltralpe è forse più qualcosa che è stato creato dal pubblico e dalla critica. Certo il compositore nazionale criticava di Wagner la complicazione di scegliere la via complicata e difficile che spesso non rende un buon servizio alla musica. Come a dire: è la musica che guida, non il cantante con i suoi capricci “che in passato hanno creato manifestazioni brutte come il barocco”. Il viaggio dello spettacolo accompagna il musicista nella sua vita artistica e pubblica, mentre Finazzer non menziona l’aspetto privato, familiare, e comincia con un’esperienza negativa: fu respinto per ragioni di età al conservatorio di Milano ma lo studio con il maestro napoletano Lavinia lo renderà soddisfatto per il rigore: due anni solo di fighe e canoni. E poi c’è la storia delle opere tra successi e insuccessi, come la difficoltà di far entrare nella stagione de la Scala di Milano il Nabucco, opera dell’allora giovane compositore: il successo però poi arriva nel 1892. Così è per molte opere. Anche la Traviata al debutto veneziano non ebbe successo, mentre a Roma venne censurata. Il grande maestro di Verdi rimane Shakespeare del quale musica diverse opere come il Falstaff, burlone per eccellenza e in qualche modo metafora della vita che è una burla. Solo Re Lear non riuscì a realizzarlo, forse spaventato, per sua ammissione, dalla visione della foresta. Nel suo percorso anche un episodio di vita politica legata ad un incarico nel quale si trovò quasi coinvolto come deputato per volere del Conte Cavour. E ancora ci sono i viaggi perché Verdi, pur amando soprattutto la campagna, la libertà di passeggiare e muoversi senza meta, conobbe la Russia, amava Londra a parte il suo clima terribile e adorava Parigi. Infine sentì approssimarsi la fine e la visse come una fuga, alla maniera del Falstaff, dando disposizioni per funerali modestissimi, due preti, una croce, due candele, niente fiori e una somma da devolvere in beneficienza. In qualche modo si congedò dal suo pubblico che però continuò ad incontrare. Ecco Finazzer con una confessione e una chiacchierata dai toni quasi sommessi ci restituisce un uomo rigoroso eppure pieno di ardore e di passione, anche di livore per alcuni aspetti, battagliero ma più in nome della musica che della propria gloria, del quale non ci sono ritratti. Bisognerebbe chiedere, come dice all’inizio dello spettacolo, al suo amico Giovanni Boldini, autore del celebre ritratto di Verdi.
Verdi legge Verdi
Casa di riposo Giuseppe Verdi
Piazza Buonarroti, 29 – Milano (MM Buonarroti, linea 1 per Rho-Fiera)
Tel. 024996009

lunedì 16 aprile 2018

Rendez-vous avec l'art à Hammamet

Hammamet Ville de Lumières, Rencontres de L’Art
et la Culture Vivante (première édition)
Hasdrubal Thalassa Yasmine Hammamet *****

Pour sa première édition, Le Symposium culturel « Hammamet Ville de Lumières, Rencontres de L’Art et la Culture Vivante » réunira 20 artistes, sous la direction artistique du grand peintre tunisien de renommée internationale, installé à Paris M Ahmed Hajeri , commissaire de cette rencontre artistique.


Sont programmés des ateliers de création de sculpture avec une sculptrice Italienne, de peinture avec des peintres du Bangladesh, de la Tunisie , de la France ,de la Syrie , de calligraphie avec des calligraphes de la France , de La Tunisie , du dessin artistique avec des dessinateurs du Maroc , de la Tunisie et de la France , de la gravure avec des graveurs de la Tunisie et de la Jordanie , du street art avec un artiste Française , de la photographie avec des photographes artistiques de la Tunisie et de la Grèce.
Des stages pour les étudiants et des visites pour les enseignants des écoles de beaux arts de la Tunisie sont aussi proposés.
Programmation culturelle
Une lecture théâtrale : Les jardins des maisons blanches de Hammamet ,
et projection de photos présentées par Marianne Catzaras , artiste grecque , photographe poétesse le 22 h avril à 16 h à d’hôtel Hasdrubal Thalassa Yesmine Hammamet.

Rencontre: La calligraphie à travers l’histoire présentée et commentée par l’artiste français Claude Madiavella le 23 avril à 17h à d’hôtel Hasdrubal Thalassa Yesmine Hammamet.

Rencontre: Initiation à la médiation culturelle, animée par le médiateur et directeur artistique du collectif Zamaken à Paris Achraf Ben Abizid le 24 avril à 16h à d’hôtel Hasdrubal Thalassa Yesmine Hammamet
Projection de photos : présentée et commentée par l'artiste photographe Douraïd Souissi « En Tunisie et ailleurs » le 25 avril à 16h à d’hôtel Hasdrubal Thalassa Yesmine Hammamet
Rencontre «Le chemin de l’artiste» , animée par l’ artiste peintre et commissaire artistique Ahmed Hajeri le 26 avril à 16 h à l’hôtel Hasdrubal Hammamet Yesmine Hammamet
Table ronde : L’usage stratégique des médias dans les luttes
patrimoniales Yesmine Hammamet
Le vendredi 27 avril 2018 à 9h30 à l’hôtel Hasdrubal Hammamet
Invités
• M. Habib Khazdagli, Professeur et chercheur histoire contemporaine Faculté de la Manouba.
• M. Ferid Memmiche, Représentant du Président de la République à l’organisation Internationale de la francophonie.
•Mme Sophie Rozensweig journaliste grand reporter à ARTE.
• Mme Mabrouka Khedir journaliste Correspondante reporter à Deutche Vella (DW arabe) et réalisatrice de documentaire.

Les visiteurs, enseignants, étudiants et journalistes sont conviés à assister à toutes les manifestions culturelles programmées en s’inscrivant d’avance par des messages in boxe sur le messenger de la page facebook de l’association Chemins Croisés des Civilisations (nom prénom et qualité)
Stage :
Sculpture : Pour les étudiants et apprentis sculpteurs, il s’agit d’un stage en langue française encadré par la sculptrice Italienne Antonella Tiozzo
Gravure :Pour les étudiants et apprentis de gravure, il sagit d’un stage encadré par l’artiste tunisien Baker ben fredj à l’atelier de ce dernier à Hammamet

Trois excursions et visites guidées sous le signe de la «Découverte et Authenticité»
 La cité archéologique punique de Kerkouane , les grottes romaines de Ghar el Kébir à Hawria et la plage de Hawaria le 16 avril.
 Le musée national du Bardo et la Medina de Tunis 25 avril
 La cité archéologique de Carthage et le village de Sidi Bou Said 28 où29 avril.
Le symposium culturel « Hammamet Ville de Lumières, Rencontres de L’Art et la Culture Vivante » s’ouvre officiellement le 15 avril avec un atelier de sculpture, de peinture, de dessin artistique, de street art, l’atelier de Calligraphie s’ouvre le 18 avril, les ateliers auront pour lieu les jardins de L’Hôtel Hasdrubal Thalassa Yasmine Hammamet***** au bord de la mer.
 Quant au workshop de gravure il débutera le 24 avril à l’atelier de l’artiste Baker Ben Fredj à Hammamet.

Les artistes qui participent à la première édition du symposium culturel « Hammamet Ville de Lumières, Rencontres de L’Art et la Culture Vivante » sont invités à réaliser in-situ des créations libres. 

Wided Othmani présidente de l’association Chemins Croisés des civilisations et correspondante de la Radio Culturelle tunisienne à Paris assure la coordination de ce symposium culturel.

La première édition du Symposium culturel « Hammamet Ville de Lumières, Rencontres de L’Art et la Culture Vivante » est initiée par l’association Chemins Croisés des Civilisations à Paris , son organisation collégiale rassemble l’Associations Chemins Croisés des Civilisations Paris présidée par Wided Othmani journaliste correspondante, l’Association Harmonie et Réflexion à Tunis présidé par Amine Turki directeur de Legend travel Story , l’association Sans Voix à Strasbourg présidée par Sophie Rosenzweig journaliste grand reporter à ARTE , en partenariat avec l’hôtel Hasdrubal Thalssa ***** à Yesmine Hammamet.

LE SYMPOSIUM CULTUREL REMERCIE SES PARTENAIRES :
Grâce à l’appui de ses nombreux partenaires et collaborateurs, le Symposium est à même de poursuivre sa mission : favoriser la rencontre entre le public et les artistes en art contemporain, créer des conversations  là ou d’autres moyens de communication échouent.
LES PARTENAIRES :
L’ l’hôtel Hasdrubal Thalssa ***** à Yesmine
Hammamet.
Le ministère du tourisme et de l’artisanat Tunisien , L’Ambassade de Tunisie en France, Le Consulat de Tunisie à Paris, La délégation Tunisienne à L’UNESCO , La délégation Tunisienne à L’OIF , L’ONTT Paris ,Tunis air Paris, Le Ministère des Affaires culturelles Tunisien
Les Partenaires Artistiques :
Le Collectif artistique Zamaken à Paris , l’Atelier Baker ben Fredj à Hammamet
LES MEDIAS :
Radio France International, Agence de Presse MAXPPP, Afrique Asie, Jeune Afrique, Paris Tunis, ArtsixMic, Le Maghreb, 30 minutes, Radio Orient, Radio France Maghreb 2, Radio Tunisie Culture, Radio Salam Lyon, Radio Soleil.
Pour le Symposium culturel « Hammamet Ville de Lumières, Rencontres de L’Art et la Culture Vivante ».
Wided Othmani
Coordinatrice du symposium
Chargée de communication
Présidente de l’Association des Chemins Croisés des Civilisations à Paris
Tél : 50 185  718 ( ne pas publier le N° de tél svp )
Vous recevrez le dossier de presse par we transfer (ne pas publier le N° de tél svp )