lunedì 7 dicembre 2015

Il Bardo ad Aquileia

Scritto da  Ilaria Guidantoni Giovedì, 03 Dicembre 2015

Dal 6 dicembre 2015 al 31 gennaio 2016
Museo Archeologico Nazionale di Aquileia “Il Bardo ad Aquileia”

Quando l’arte diventa una risposta all’accoglienza: la prima tappa del viaggio nell’archeologia ferita del Mediterraneo. Il gemellaggio delle opere del Bardo di Tunisi con il Museo archeologico di Aquileia è un simbolo, all’indomani della tragedia dell’archeologia ferita dal terrorismo, metafora della distruzione della società da una parte, di rinnovata tolleranza e accoglienza dall’altra con l’obiettivo che il Mediterraneo torni ad essere un chiasmo tra popoli e culture. Aquileia, città mediterranea del nord, in una regione di passaggio e di incontro-scontro di profughi, attraverso l’arte intende offrire anche un’iniziativa sostenibile ad un’economia in crisi per un sviluppo che sia nel segno della cultura.

«E’ tempo ormai che la vittima dimenticata di queste tragedie, che è il patrimonio culturale, divenga oggetto di attenzione continua e sistematica.» Dall’appello di Paolo Matthiae «Quando finirà tutto questo male? Haec olim meminisse iuvabit.» Lettera di Giulio Carlo Argan a Pasquale Rotondi che sottrasse al saccheggio nazista opere inestimabili da Roma, Milano e Venezia tra cui “La Tempesta” di Giorgione

Prende il via con opere dal Museo di Tunisi il progetto Archeologia ferita, dal prossimo 6 dicembre, e fino al 31 gennaio 2016, grazie alla Fondazione Aquileia, al Museo Archeologico Nazionale di Aquileia che ospiterà importanti reperti in arrivo dal Museo Nazionale del Bardo di Tunisi, colpito lo scorso 18 marzo 2015 dall’efferatezza del terrorismo fondamentalista.
L’iniziativa “Il Bardo ad Aquileia” è nata il 18 maggio scorso, in occasione della visita del presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella in Tunisia, come ha raccontato il Presidente della Fondazione Aquileia Antonio Zanardi Landi (allora Consigliere diplomatico del presidente). La proposta – per un costo complessivo di 140mila euro con una pubblicazione dedicata in francese e italiano – mira a testimoniare la vicinanza tra il popolo tunisino e quello italiano e, oltre ad essere un gesto di amicizia e solidarietà, rappresenta una corrispondenza culturale tra le due sponde mediterranee. Le 8 opere provenienti dal Bardo di Tunisi – che raccoglie la più grande collezione di mosaici romani al mondo - dialogheranno con i manufatti aquilesi non solo per sottolineare i legami e i collegamenti che caratterizzavano il Nord Africa e l’Alto Adriatico in età romana, nell’ambito di una circolazione di culture e religioni che abbracciava l’intero bacino del Mediterraneo, ma anche a testimonianza di quanti si oppongono a questa nuova terribile iconoclastia che tenta di negare alla radice il dialogo interculturale e interreligioso. La mostra - in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia e il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia- intende essere la prima di una serie di iniziative con l’obiettivo di portare in successione e con cadenza semestrale ad Aquileia opere d’arte significative provenienti da musei e siti colpiti dai tragici attacchi del terrorismo fondamentalista.

L'articolo integrale su Saltinaria.it

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