giovedì 10 dicembre 2015

3M, la fotografa che fotografava donne…dello spettacolo fuori dello spettacolo

Scritto da  Ilaria Guidantoni Martedì, 08 Dicembre 2015

Un’esposizione a colori di formato quadrato di Chiara Samugheo

In occasione della fine dell’anno la Fondazione 3M Italia, terminato il lavoro di aggiornamento dell’archivio fotografico, ha presentato nella sua sede romana ventidue stampe a colori di Chiara Samugheo, prima donna italiana a diventare fotografa professionista, nata a Bari il 25 marzo 1935 come Chiara Paparella.

L’abbiamo visitata insieme al Segretario generale della Fondazione Daniela Aleggiani e il Curatore della mostra Roberto Mutti che ci ha illustrato la particolarità di questa fotografa, donna che ha ritratto donne dello spettacolo, ma fuori dal set in posizioni ed espressioni insolite, confidenziali, domestiche, fuori dal concetto del “posato”, certamente innovativo per l’epoca. Inoltre da considerare il formato quadrato, decisamente nuovo e anche, a mio parere, la tecnica per cui lo sfondo che contestualizza l’immagine in un reale vissuto, è sfuocato come nella tecnica cinematografica più recente importata dagli Stati Uniti. Come ci ha raccontato Mutti l’amicizia e, talora, la confidenza con le protagoniste delle foto ha consentito un’ambientazione insolita, intima e anche un’espressività che non riesce ad emergere solitamente in un ritratto.

“L’apparenza e il senso”, questo il titolo dell’esposizione, rivela qualcosa di intrigante e incantevole nei ritratti che Chiara Samugheo ha scattato negli anni Sessanta e Settanta ad attrici, cantanti, soubrette – quali tra cui Liz Taylor, Shirley MacLaine, Monica Vitti, Sophia Loren, Claudia Cardinale e Gina Lollobrigida - che, nell’Italia di quell’epoca, costituivano il sistema di un divismo prevalentemente legato al mondo del cinema. «Se, nonostante la distanza temporale, queste immagini mantengono intatta la loro forza comunicativa – ha precisato Mutti - è perché sono state realizzate con uno stile molto personale che nasconde dietro la sua apparente semplicità una raffinata e attenta elaborazione espressiva.

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