lunedì 10 giugno 2013

Dal 18 giugno al 14 agosto Pigneto Spazio Aperto - Festival delle Culture Indipendenti a Roma


DalVerme -  Muzak - Le Mura  - Cineclub Detour – Libreria Minimum Fax

Con il Patrocinio del Municipio VI

Presentano la seconda edizione di

PIGNETO SPAZIO APERTO
Festival delle Culture Indipendenti

Roma - Parco del Torrione Prenestino

Via Ettore Fieramosca/ Via Prenestina


Dal 18 giugno al 14 agosto 2013

Aperto tutti i giorni dalle ore 18.00 alle 02.00
Ingresso gratuito all’area
Inizio spettacoli e film: ore 21 / 24 -  Inizio concerti: ore 22.00


Forte delle 60 mila presenze della prima edizione, l’associazione culturale No More T (Circolo dal Verme) Cineclub Detour, Muzak, Le Mura e la Libreria Minimum Fax - presentano la seconda edizione del Festival dedicato alle culture indipendenti “Pigneto Spazio Aperto”, al Parco del Torrione Prenestino dal 18 giugno al 14 agosto 2013. Vera sorpresa dell'Estate Romana 2012, recensito dalla critica e amato dal pubblico che ha riempito le serate di musica, teatro e cinema l’estate scorsa, Pigneto Spazio Aperto replica e consolida la sua posizione nel panorama delle manifestazioni estive della Capitale grazie anche al patrocinio del Municipio VI del Comune di Roma.

Cinquantotto giorni di programmazione varia e articolata, in un villaggio di 6000 mq, con concerti, rassegne cinematografiche e teatrali, presentazioni di libri e mostre d’arte, laboratori per adulti e bambini, mercatini di artigianato, punti ristoro e spazi di socialità. La location è il Parco del Torrione di Via Ettore Fieramosca, da poco restituito al quartiere in tutta la sua bellezza. Immerso nel cuore della metropoli, ospita al suo interno il Mausoleo del Torrione, risalente al I sec. a.c. Si trova a due passi dall'isola pedonale di via del Pigneto, luogo d'incontro di molti giovani e studenti, dei quartieri Prenestino e Casilino. Un ambiente conviviale, nel quale si incontrano le due anime del Pigneto, quella più popolare e tradizionale e quella più vivace e variopinta della nuova generazione di studenti e artisti, che da anni caratterizzano il quartiere.

Rispetto alla passata stagione troviamo nuovi  attori  nell'organizzazione dell' evento; all'Ass. Cult. “No More T. (Circolo dal Verme)” e all'Associazione Culturale “Cineclub Detour”, si affiancano  in questa nuova edizione il “Muzak” di Testaccio, le “Mura” di San Lorenzo e la libreria “Minimum Fax” di Trastevere.  L'arrivo di queste tre nuove realtà, attive ed affermate nel panorama romano, garantirà alla manifestazione una maggiore differenziazione nella programmazione e nell'offerta culturale.

L'intera programmazione sarà incentrata su una proposta musicale e cinematografica originale e attenta alla qualità. Un’importante novità sarà il coinvolgimento di giovani artisti figurativi e performativi, i quali avranno a disposizione delle apposite aree espositive e opereranno in progetti e performance site-specific per il parco.


Per quanto riguarda la musica, si spazierà dalla sperimentazione al rock e jazz, dalla  musica pop al  cantautorato italiano, con particolare attenzione alle nuove leve. Sul palco, ad esempio, Lee Ranaldo, ex chitarrista dei Sonic Youth,  Terje Nordgarden, giovane cantautore Norvegese ben noto in Europa e prodotto da Paolo Benvegnù; Gionata Mirai, chitarrista di “Il teatro degli Orrori”, con il suo  progetto solista; Honeybird and the Birdies, già sul palco del prestigioso Primavera Sound di Barcellona; Lorenzo Senni in arte Stargate, artista poliedrico milanese che ha partecipato a numerosi Festival internazionali; Fine Before You Came, il cui disco “Sfortuna” nel 2011 è stato inserito dalla rivista “Mucchio Selvaggio” tra i 50 album fondamentali del rock italiano dal 2000 in poi; Emerald leaves, con alla batteria Philppe Petit, già collaboratore di Lydia Lunch ed altri nomi illustri; Il Cile, collaboratore dei Negrita nel loro ultimo album, già esibitosi all'Heineken Festival nel 2012 ed unico artista italiano nel cast artistico della manifestazione; Marco Iacampo vincitore di molti concorsi tra cui Arezzo Wave. Tra gli altri nomi : Bachi da Pietra, Mike Cooper, Fuzz Orchestra, Retox (ex Locust) , Pelican, Civil Civic .

La validità della proposta ed il riscontro di pubblico  della prima edizione hanno dato inoltre il via ad una serie di collaborazioni con realtà importanti:  Radio Fandango organizzerà ogni domenica dei live set acustici di giovani artisti emergenti;  la 42 Records, etichetta tra le più attive nel panorama indie e nella ricerca di giovani  leve, organizzerà due rassegne per presentare le sue nuove produzioni (Ausgang Produzioni porterà “Roma Brucia” rassegna sui giovani emergenti della Capitale ma porterà anche artisti di rilievo internazionale); alcune serate saranno in collaborazione con Rai Radio 3; il Festival “SUONA FRANCESE” in collaborazione con l'Ambasciata di Francia presenterà la serata romana a Pigneto Spazio Aperto.


Il cinema curato dal Cineclub Detour e suddiviso in diverse rassegne,  caratterizzate da un interesse prevalente, ma non esclusivo, per il “cinema che non si vede al cinema”, cioè che non riesce ad accedere al tradizionali circuito di distribuzione nelle sale cinematografiche,  sarà proposto in parte prima dei concerti, con rassegne dedicate a cortometraggi e mediometraggi, ed in parte sarà invece in "seconda serata", dopo i live musicali. Si spazia da retrospettive dedicate al cinema d'autore nostrano, con Antonietta de Lillo, Daniele Gaglianone, Giuseppe Piccioni, ad una serata dedicata a Renato Nicolini; da  una rassegna di rarità, interviste e documentari attorno alla figura di  Mario Monicelli, ad un mini-festival di nuovi cortometraggi.

La libreria Minimum Fax, che fa capo alla relativa casa editrice indipendente, nota per l’originalità delle iniziative che svolge durante l’anno nella sua sede di Trastevere, curerà una serie di appuntamenti a cadenza settimanale legati al mondo dei libri e dell'editoria con incontri con scrittori e disegnatori e legati alla rivista culturale Minima&Moralia.

Quest’anno la cucina di Pigneto Spazio Aperto, curata in collaborazione con lo chef Marco Gallotta (Primo e Rosti) e il collettivo di giovani creativi del cibo  “The Fooders”  (Mazzo), affiancherà la programmazione artistica: 150 mq del Parco saranno destinati alla ristorazione, per una proposta democratica di cucina di qualità. Vale a dire piatti preparati con criterio e professionalità, a prezzi bassi. Come per la cucina, un’impronta distintiva anche per il Bar, con una selezione di birre artigianali, vini naturali, miscelati di ricerca e una  Gelateria artigianale.  Nell'area verrà promossa, attraverso la selezione delle materie prime e alla preparazione di queste, un'idea di consumo critico e consapevole.

Il Festival garantirà sempre  libero accesso all'area del parco, mentre solo alcuni eventi musicali saranno a pagamento. Gli spazi saranno gestiti in modo da permettere alle rassegne musicali, cinematografiche e teatrali, di essere affiancate da stand aperti dalle 18:00 alle 2:00. Gli stand saranno dedicati all’esposizione e alla vendita di prodotti artigianali ed enogastronomici, al mercato dell'usato, del vintage, alle librerie e alle distribuzioni musicali.



PIGNETO SPAZIO APERTO
Festival delle Culture Indipendenti
Parco del Torrione Prenestino - Via Ettore Fieramosca (via Prenestina 77)
www.pignetospazioaperto.it - info@pignetospazioaperto.it


Ingresso libero all’area – Alcuni concerti saranno a pagamento

Verdi loves jazz - Teatro sala Umberto (Roma)


Domenica, 09 Giugno 2013 Ilaria Guidantoni

Un’idea sperimentale dove la tecnica si cimenta con la fantasia: una trasfigurazione, un volo spericolato più che una semplice contaminazione. Voce emozionante e con ampia versatilità, buona base strumentale, non solo arrangiamenti ma una traduzione creativa dei motivi delle celebri arie verdiani, che vivono di vita autonoma. Un esperimento riuscito anche nel gioco di rispondere alla domanda: a Verdi sarebbe piaciuto il jazz?. Forse c’è un filo che manca nella conduzione.

VERDI LOVES JAZZ
Tra musica ed enogastronomia un inedito tributo al grande Maestro
un evento col patrocinio di Roma Capitale
curato da Openspaceart - Anna Paola Lo Presti
collaborazione Fabio Muraour
supporter Angelina, Antica Corte Pallavicina, Cantina Zenato
Cinzia Tedesco - Voce e Direzione Artistica
Stefano Sabatini - Pianoforte ed Arrangiamenti
Luca Pirozzi - Contrabbasso
Giovanna Famulari - Violoncello
Pietro Iodice - Batteria

Realizzato nell’ambito del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, con il patrocinio di Roma Capitale, Verdi Loves Jazz è un progetto originale che lega musica, cucina e cultura dell’epoca verdiana. L’idea è curata dalla OPENSPACEART di Anna Paola Lo Presti, un network finalizzato alla valorizzazione dei fenomeni artistici, in cui l'ospitalità ed il cibo interagiscono in spazi culturali ed eventi creati ad hoc. Un esperimento culturale che nasce da un gioco e forse anche da una domanda irriverente per un simbolo istituzionale della cultura e della tradizione italiana. Lo spettacolo, di grande semplicità, ha una sua eleganza con un gioco di luci colorate discrete e una base strumentale di buon profilo, con una batteria che, pur appena appena invasiva, colpisce ed emoziona. Il jazz rivela la sua forza di trasfigurare lo spunto per dirottarlo, rendendolo a tratti irriconoscibile. Brava l’interprete con una voce che diventa a seconda dei casi strumento, vibrazione.

L'articolo integrale su Saltinaria.it

Michelangelo Galeati: violoncellista innamorato della lirica e dell'orchestra


Domenica, 09 Giugno 2013 Ilaria Guidantoni

La fascinazione del dramma tra musica, gesti e parole. “Una mattina mi sono svegliato e ho avuto una folgorazione…”, comincia così la giornata di un violoncellista che diventa direttore d’orchestra, innamorandosi poco a poco ma inesorabilmente - com’era già accaduto molti anni prima con la musica superando le difficoltà di uno strumento ostico - della lirica, di quel compimento dell’azione drammatica fatta di una fusione tra parole, musica, costumi e recitazione. Oggi quella scoperta vuole che diventi sperimentazione e patrimonio dei giovani.

Quando mi avvicino ad un artista comincio sempre dal palcoscenico, dal suo carnet e da quello che sta facendo. Siamo all’inizio della stagione estiva che oggi a Roma sembra sia arrivata per davvero. Nel calendario di Michelangelo Galeati c’è la tournée di uno spettacolo con il quale sta andando in giro da un anno e mezzo, “Pierino, il lupo e altre storie”, realizzato con Gigi Proietti che sarà a Torre del Lago Puccini (Lucca) il 3 agosto (Orchestra del Carlo Felice di Genova, Orchestra Sinfonica di Bari, Orchestra Teatro di Reggio Calabria e Orchestra Arturo Toscanini di Parma), data nella quale ci sarà anche lo spazio per un intermezzo dedicato al compositore toscano, dalla “Manon Lescaut” su suggerimento dello stesso direttore. Lo spettacolo sarà anche al Teatro di Pescara, ad Ascoli Piceno e il 23 luglio al Festival di Catona, in provincia di Reggio Calabria, una manifestazione storica e di buon livello dedicata al teatro e allo spettacolo.
“Lo spettacolo - ci ha raccontato Galeati - è stato realizzato da Gigi Proietti in modo assolutamente aderente al testo, una lettura con leggìo, grande prova tecnica, dove la voce e le sue modulazioni sono protagoniste assolute, lasciando ampio spazio all’espansione musicale, essendo l’orchestra e i suoi strumenti con i relativi timbri l’anima dei personaggi di Prokofiev. In effetti il testo del compositore russo è molto scabro e la riduzione al minimo della gestualità dell’attore romano ne rispetta tutta l’intensità che concentra l’attenzione sulla musica e sulle parole. Il lavoro mi ha dato una grande opportunità grazie ad un rapporto di complementarietà tra di noi e di disponibilità reciproca ad accogliere suggerimenti. Nell’economia dello spettacolo ‘c'è anche lo spazio per un brano di sola orchestra, per il personaggio di Gastone petroliniano e per una canzone popolare romana di Romolo Balzani, come “Il barcarolo”, con un’attenzione che cade, ancora una volta, sulla musica”.

L'intervista integrale su Saltinaria.it

Teatro Parioli Peppino De FIlippo - Gli spettacoli della stagione 2013/2014


Sabato, 08 Giugno 2013 Ilaria Guidantoni

Una stagione all'insegna della tradizione, della comicità amara ed agra della vita, con qualche concessione all'attualità e all'attualizzazione. Una stagione che guarda al mondo, alla cultura napoletana e al sud per l'ispirazione, pensando al teatro come a una metafora della vita, o forse solo come un modo di declinare la vita.

Il Teatro Parioli apre il sipario sulla terza stagione. L'avventura continua nel mare in tempesta, come ha sottolineato il Direttore artistico Luigi De Filippo. Nonostante le difficoltà il pubblico ha risposto bene e questo riconoscimento ha spinto il teatro ad alzare il tiro.
Tre gli spettacoli diretti da Luigi De Filippo, si comincia con “Un suocero in casa (...ma c'è papà!)", in programma dal 27 dicembre 2013 al 19 gennaio 2014, commedia in due parti di Peppino e Titina De Filippo del 1923. Una comicità definita dal regista attuale e garbata sulle difficoltà della convivenza familiare e la complessità dei legami più semplici. La commedia debutta ad agosto in un festival ligure.
Il secondo spettacolo è "Il berretto a sonagli" di Luigi Pirandello, nella versione napoletana dello zio del regista, Eduardo, che costituisce anche un omaggio all'amicizia e alla stima dello scrittore nei confronti degli allora giovani fratelli De Filippo.
Terzo spettacolo "E' arrivata la felicità", titolo originale che riunisce due atti unici di Peppino De Filippo, rispettivamente "Aria paesana", dedicato alle smanie di un giovane che vuole cercare fortuna e felicità oltre i confini ristretti del proprio paese, e "Don Raffaele e il Trombone", sempre sul tema della ricerca della felicità che secondo il regista è ciò che muove il mondo, spinge in avanti anche se non si raggiunge che in brevi momenti.

L'articolo integrale su Saltinaria.it

giovedì 6 giugno 2013

Assaggi di Stagione 2013/2014 - Teatro de' Servi (Roma)


Mercoledì, 05 Giugno 2013 Ilaria Guidantoni

Una stagione che conferma il fil rouge della programmazione di questo teatro, il sostegno alla commedia italiana, dove comicità, ironia, una vena di romanticismo, qualche nota di satira e molta attualità dei sentimenti sono le note protagoniste. E’ l’Italia di oggi quella che emerge dagli assaggi della prossima stagione, ansiosa e con attacchi di panico; un po’ impaurita; romantica e in crisi di sentimenti quanto basta; alla ricerca di sé, rifugiandosi nella e nelle religioni; qualche accenno al precariato ma anche la voglia di stare fuori dalla politica. E’ il Paese che si incontra tutti i giorni, un po’ becero e volgare, che sembra non perdere la voglia di prendersi in giro. Un bouquet di 12 spettacoli e la libertà di comporli in abbonamento secondo i propri gusti e disponibilità. Io ne ho già individuati tre.
 
Il Teatro de’ Servi presenta la Stagione 2013/14 con

ASSAGGI DI STAGIONE

martedì 4 e mercoledì 5 giugno 2013 - ore 21

conduce Sergio Viglianese

Ha condotto la serata di "Assaggi di stagione", giunta al decimo anno, Sergio Viglianese, comico e cabarettista con il pregio della sintesi e la capacità di introdurre ciascuna commedia con una battuta o un aneddoto attinente al tema dello spettacolo.
 Al centro della programmazione la commedia italiana rilanciata dal Teatro dei Servi in un panorama nazionale che l’aveva in parte svalutata. L’ideazione e realizzazione è condotta da parte della società di produzione teatrale La Bilancia, che dirige il teatro romano e il teatro Martinitt di Milano, con un archivio di 101 commedie quasi tutte originali. Quest’anno con il sito www.commedieitaliane.it è stato lanciato un concorso rivolto agli autori di Commedie, che possono così promuovere il proprio lavoro. L’accesso alla programmazione è possibile da computer e da smartphone (con quest’ultimo, solo da settembre); inoltre da pc fin d’ora è possibile scaricare dei frammenti video per ingolosirsi sui dodici spettacoli che andranno ad allietare la prossima stagione teatrale. 
Si partirà il 24 settembre con Xanax, un ansiolitico, titolo di Angelo Longoni, per la regia di Marco Falaguasta, con Marco Fiorini e Giorgia Wurth. E’ venerdì sera, due colleghi che si conoscono a malapena, in ritardo e fuori orario, entrano in ascensore pensando di andare verso il solito atteso weekend, ma non sanno che, da quel momento in poi, diventeranno fondamentali uno per l’altra. Restano prigionieri dell’ascensore mentre scoprono una strana affinità elettiva, quella delle paure, dello xanax e del prozac, e la condivisione di ansie e preoccupazioni.

L'articolo integrale su Saltinaria.it

martedì 4 giugno 2013

Giorgio Di Noto, "Lights from the revolution"- Tunisi, 8 giugno 2013 Centre Culturel Huicine Buzaiene dalle ore 13.00

Quella che i media occidentali hanno chiamato la “primavera araba”, è stata per la maggior parte documentata e raccontata dalla popolazione stessa che, attraverso smartphone, fotocamere e videocamere amatoriali, ha diffuso e condiviso immediatamente sul web immagini e video delle rivolte. Questo livello di rappresentazione, che ha svolto e svolge tutt'ora un ruolo fondamentale nell'immaginario visivo di questi eventi, è diventato per me il punto di partenza per raccontare da una parte l'importanza e l'influenza di questo stesso processo, e dall'altra il rapporto tra i linguaggio e il contenuto delle immagini.
La prima parte del progetto, “The Arab Revolt”, è stata svolta lavorando sul mondo del web e su tutto quello che veniva pubblicato e filtrato nella rete. L'idea principale era quella di riportare ad oggetto concreto e reale, attraverso la Polaroid, quel flusso di immagini e video che viaggiano all'infinito nella realtà virtuale di internet.
La seconda parte del progetto insiste ancora su questo aspetto di trasformazione, cercando di dare forma al mondo virtuale trasformando in un oggetto reale.
Ciò che consente di guardare immagini ed informazioni sui propri computer o smartphone, è la luce che illumina lo schermo. La luce è un elemento naturale ed è alla base stessa del processo fotografico.
Partendo da queste premesse, l'idea del progetto è quella di rappresentare e “fissare” su un supporto materiale queste luci, che rappresentano proprio quel mondo virtuale in cui la gente può condividere, raccontare, documentare gli eventi di cui è protagonista, come è accaduto ed accade ancora nelle rivolte dei paesi del Nord Africa.
Il progetto consiste quindi in una performance durante la quale le persone invitate “appoggeranno” per alcuni secondi il proprio cellulare o la propria macchina fotografica, con un'immagine da loro scattata sullo schermo, sopra un rotolo di carta fotosensibile: la carta fotografica verrà impressionata dalla luce dello schermo, che lascerà quindi una traccia e dopo il processo di sviluppo chimico verrà rivelata e diventerà visibile, fissata sulla carta.

www.lightsfromtherevolution.com

lunedì 3 giugno 2013

La Donna del Mare - Teatro Eliseo (Roma)


Domenica, 02 Giugno 2013 Ilaria Guidantoni

Acclimatarsi, sembra questa la parola chiave di un testo liberamente tratto e ricostruito a partire da un’opera di Ibsen. Un caso di teatro nel teatro, dove i piani si confondono perché è il sogno della protagonista di essere interprete de’ “La Donna del Mare” che a sua volta si nutre di sogni e ossessioni. La fantasia di questo testo ricostruisce un fatto storico: la passione di Eleonora Duse per Ibsen, il suo viaggio ai confini del mondo per incontrarlo, la sua delusione e il sogno di interpretarne un’opera, dove aspirazione teatrale ed esistenziale si mescolano. Si ritrovano i temi cari ad Ibsen, quell’atmosfera plumbea dei rapporti coniugali e familiari difficili, quella monotonia incombente del paesaggio austero, fiordi che colano a picco in un mare cupo e talora distante. Si fatica un po’ ad entrare dentro e c’è un certo colore monotono che non si capisce se voluto. In crescendo il testo e la regia, fiorisce nel secondo atto.

Associazione Roma Teatro Service e
Teatro Studio Jankowski presentano
LA DONNA DEL MARE
di Henrik Ibsen
libero adattamento e drammaturgia di Maria Letizia Compatangelo
regia di Claudio Jankowski
con Anna Maria Cittadini e Alessandro Bellico
partecipazione straordinaria di Stefano Abbati e Alioscia Viccaro

Giovedì 30 maggio, in serata unica, è andato in scena al Teatro Eliseo “La Donna del Mare”, dal testo di Henrik Ibsen, con il libero adattamento e la drammaturgia di Maria Letizia Compatangelo e la regia di Claudio Jankowski; interpreti in scena Anna Maria Cittadini e Alessandro Bellico, con la partecipazione straordinaria di Stefano Abbati e Alioscia Viccaro.
Uno spettacolo incentrato sulla libertà della donna, tema per il quale Henrik Ibsen, drammaturgo realista e democratico, rappresentò voce forte denunciando senza remore il gretto conformismo della borghesia ottocentesca che confinava la donna in ruoli minori e marginali e alla quale non riconosceva diritti civili e sociali; basti pensare a “Casa di bambola”, come anche al celebre “Peer Gynt”.
La libertà della donna come diritto e come scelta, imprescindibile per lo sviluppo di una personalità completa e felice. Libertà espressa nel parallelismo con il mare, distesa infinita e sconfinata che suggerisce i più diversi desideri dello spirito. Il mare fa da sfondo, da sogno ma anche da ossessione. La resa interessante in questa scenografia semplice è attraverso un pannello a tutto schermo dove, come ormai sempre più di frequente, il cinema entra nel teatro.

La recensione integrale su Saltinaria.it