mercoledì 12 aprile 2017

Qualche volta scappano al Teatro Quirino di Roma



Qualche volta scappano - Teatro Quirino (Roma)

Scritto da   Mercoledì, 12 Aprile 2017 giungi un commento
Qualche volta scappano - Teatro Quirino (Roma)
“Qualche volta scappano”, dalla commedia “TouToù” di Daniele Besse e Agnès Besse, con l’adattamento e la regia di Pino Quartullo, è una raffinata pièce francese, dove l’intreccio e l’equivoco sono latenti, in un sofisticato studio psicologico dei difficili e contorti rapporti di coppia. Testo acuto, frizzante, originale, ben interpretato dai tre protagonisti in scena, lo stesso Quartullo, Rosita Celentano e Attilio Fontana. Interessanti gli interventi musicali.

QUALCHE VOLTA SCAPPANO
dalla commedia "TouToù"
di Daniele Besse e Agnès Besse
con Pino Quartullo, Rosita Celentano e Attilio Fontana
scene Francesco Ghisu
costumi Giovanni Ciacci
adattamento e regia Pino Quartullo

Una commedia in scala ridotta, non in termini di valori ma di proporzioni. Lo stile è decisamente francese, senza folle di personaggi, emozioni forti, grandi risate e pianti. Tutto è misurato, giocato sul filo del rasoio. Ne guadagna il dialogo con un testo arguto e attento al rapporto di coppia, con le sue nevrosi, i detti e soprattutto i non detti, i piccoli equivoci, i segreti imbarazzanti e i giochi che sembrano aprirsi e chiudersi alternativamente.

Per una lettura completa dell'articolo: http://www.saltinaria.it/recensioni/spettacoli-teatrali/qualche-volta-scappano-teatro-quirino-roma-recensione-spettacolo.html

venerdì 7 aprile 2017

Memé Perlini addio anzi arrivederci



Un pezzo di teatro dal titolo Memé Perlini…se ne va

Scritto da   Venerdì, 07 Aprile 2017 
Un pezzo di teatro dal titolo Memé Perlini…se ne va
Il ricordo con Massimo Belli
Non più di tre giorni fa ho incontrato a Tunisi Massimo Belli, attore e regista romano del quale è uscita la mia intervista su SaltinAria il giorno stesso. La nostra conversazione, come sempre, non ha potuto prescindere dal teatro e dal cinema e da quel ripiegamento asfittico che Massimo lamenta del mondo italiano di questi anni schiacciato sulle note del piccolo schermo. Il caso ha voluto, tragicamente, che proprio dal Belli abbia appreso della scomparsa di Memè Perlini, che non ho mai incontrato personalmente. Come spesso accade le persone si scoprono o si riscoprono quando vengono meno. In fondo la memoria è l’immortalità laica, il senso e il segno di quello che lasciamo.

Così ho chiesto a Massimo un suo ricordo a partire dalla loro amicizia. «Ho conosciuto Memé tanti anni fa.

Per una lettura completa dell'articolo: http://www.saltinaria.it/saltinaria-blog/blog/morte-meme-perlini-blog-saltinaria.html

Mostre, Due sponde un solo mare di Roberta Conigliaro a Milano



Due sponde un solo mare – Galleria MA-EC - Milan Art & Events Center (Milano)

Scritto da   Venerdì, 07 Aprile 2017

Due sponde un solo mare – Galleria MA-EC - Milan Art & Events Center (Milano)
Dal 6 al 22 aprile 2017
La mostra-progetto della scultrice siracusana, di adozione romana, Roberta Conigliaro, arriva a Milano, apparentemente lontana dal Mediterraneo che racconta, dopo le tappe di Trapani, Siracusa, Tunisi, seguite da Saltinaria. A Milano è nella prima Galleria Cinese in Italia per l’arte contemporanea, la MA-EC - Milan Art & Events Center, di Peishuo Yang, a due passi da Piazza Duomo, nell’ambito degli appuntamenti FuoriSalone, fino al 22 aprile.

Una mostra itinerante come il tema che racconta in divenire: partita come un’esposizione scultorea, si arricchita di disegni e poesie, le nuove frontiere dell’artista che, partita dalla terracotta colorata, si è cimentata negli anni con vari materiali, le pietre del Mediterraneo, per accogliere altre forme artistiche. Dopo la prime due tappe nel 2016 – al Museo Regionale Pepoli di Trapani e a Siracusa nella sede di palazzo Montalto – il progetto è approdato lo scorso febbraio a Tunisi per il convegno internazionale di studi mediterranei, promosso dall’Università La Manouba e dall’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi, dedicato a “Sicilia, Insularità e Identità mediterranee” e la mostra riprende il suo viaggio, stavolta verso nord a Milano. Due continenti, l’Africa e l’Europa, uno di fronte all’altro, separati da una striscia di mare, il Mediterraneo, il “mare bianco di mezzo”.
Per una lettura completa dell'articolo: http://www.saltinaria.it/recensioni-arte/arte-recensioni/due-sponde-un-solo-mare-galleria-ma-ec-recensione-mostra.html

lunedì 3 aprile 2017

Bill Viola a Palazzo Strozzi a Firenze



"Bill Viola. Rinascimento elettronico" – Palazzo Strozzi (Firenze)

Scritto da   Lunedì, 03 Aprile 2017 
"Bill Viola. Rinascimento elettronico" – Palazzo Strozzi (Firenze)
10 marzo 2017 - 23 luglio 2017
Sensazionale e raffinata ad un tempo la mostra di Bill Viola che sceglie una declinazione metaforica in viola, gioca senza ammiccare in una rispondenza stimolante del Rinascimento come recupero della tradizione e apertura alla novità. In quest’idea è racchiusa l’arte elettronica dell’italo-americano che definisce la propria opera cinema, un modo per guardare non più davanti a sé ma dentro e portarla nella vita quotidiana. La dilatazione del tempo e l’amplificazione dell’ordinarietà acquista un senso fantastico, emozionale, di amplificazione fino al sublime e allo spaventoso: in una parola arte.

All’interno della cornice di uno dei capolavori dell’architettura rinascimentale fiorentina, negli spazi del Piano Nobile e della Strozzina, la Fondazione Palazzo Strozzi, in collaborazione con Bill Viola Studio, ha la mostra “Bill Viola. Rinascimento elettronico”, a cura di Arturo Galansino e Kira Perov, in programma dal 10 marzo al 23 luglio 2017. Una celebrazione del maestro indiscusso della videoarte contemporanea, nato a New York nel 1951 ma di origini italiane (il nonno era italiano), inserito nel contesto rinascimentale che conferma la nuova vocazione della città dei Medici che si reinventa capitale del Rinascimento 2.0. Di quel periodo d’oro riesuma la categoria mentale, l’importanza di non dimenticare la lezione degli antichi, sublimandola nell’universale: l’antichità diventa classica appunto. 

per una lettura completa dell'articolo: http://www.saltinaria.it/recensioni-arte/arte-recensioni/bill-viola-rinascimento-elettronico-palazzo-strozzi-firenze.html

domenica 2 aprile 2017

Conversazione con Massimo Belli


Massimo Belli: Teatro dell’Orologio, l’avanguardia che non c’è più

Scritto da   Domenica, 02 Aprile 2017 
Massimo Belli: Teatro dell’Orologio, l’avanguardia che non c’è più
Con l’attore e regista romano Massimo Belli, che abbiamo incontrato nella medina di Tunisi davanti a un thé al Fondouk el-Attarine, abbiamo rievocato una Roma che non c’è più. L’incontro tunisino non è casuale: la nostra amicizia è nata a Roma alla libreria “africana” Griot di Trastevere ma a farci da ponte è stata la Tunisia perché l’occasione del primo incontro è stata la presentazione di un mio libro all’indomani della rivolta del 2011. La sua curiosità era legata a quella patria emotiva che per l’artista potrebbe essere un nuovo laboratorio lontano da una Roma che sembra mancare di vitalità e freschezza. Idealmente ci trasferiamo con la mente nel centro della Capitale, al Teatro dell’Orologio, dietro Corso Vittorio Emanuele. I recenti fatti di cronaca hanno consegnato tristemente questo posto alla storia…ma siamo sicuri solamente per una brevissima parentesi.

«La prima esperienza di lavoro teatrale in quello spazio nasce in quelle che erano le cantine della Sala Borromini, all’interno dell’Oratorio dei Filippini, adiacente la Chiesa Nuova quando ancora non esisteva il Teatro dell’Orologio. All’origine infatti lo spazio non era stato pensato per le rappresentazioni e quell’aspetto da bunker, un po’ angusto e claustrofobico che gli è rimasto è legato al fatto che non è stato concepito come un teatro, sebbene abbia una grande firma, quella del Borromini appunto.»
All’esterno, alzando lo sguardo si nota la torre, costruita appunto dal Borromini nel 1648, sormontata da un castello con volute di ferro che sostiene le campane e fiancheggiata da due cippi con stelle araldiche di bronzo a 24 punte. Sotto il quadrante dell'orologio, inserito all'interno della facciata concava della torre, c’è un bel mosaico su disegno di Pietro da Cortona con la "Madonna della Vallicella".

Per una lettura completa dell'articolo: http://www.saltinaria.it/tearto-interviste/cultura-e-spettacolo/massimo-belli-teatro-dell-orologio-intervista.html